Italia: Associazione Nazionale Docenti Universitari (ANDU)

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Associazione Nazionale Docenti Universitari
Actualizado: fai 13 horas 29 min

Lettera Fedeli all’ANDU su “rappresentanza certificata” e sciopero dei docenti universitari

Mar, 27/02/2018 - 15:39

Lettera della ministra Valeria Fedeli all’ANDU

      In seguito al recente documento dell’ANDU (v. più sotto) la ministra Valeria Fedeli ci ha inviato una Lettera contenente “qualche  debita precisazione”. La Ministra si riferisce anche all’Incontro pubblico promosso dall’ANDU, tenutosi il 21 febbraio 2018 recentemente a Pisa, al quale essa ha partecipato (v. video dell’incontro). Nella sua Lettera la Fedeli affronta diverse questioni: incontri al MIUR, contrattualizzazione della docenza, rappresentatività e modalità di sciopero dei docenti, rapporti con la Confindustria, operato del Governo, ecc.

   Ringraziamo sinceramente Valeria Fedeli per la sua cortese Lettera che volentieri pubblichiamo e diffondiamo. Questa sua Lettera e la sua partecipazione all’Incontro pubblico a Pisa mostrano la disponibilità della Ministra ad una interlocuzione politica, al di là di qualsiasi “rappresentanza certificata”. Una interlocuzione che sarebbe stata opportuna –  e probabilmente anche utile – se si fosse manifestata anche nei mesi scorsi. Ci auguriamo che tale disponibilità possa continuare da parte della Ministra stessa e possa aversi anche da parte del nuovo Governo e del nuovo Parlamento.

Per leggere la Lettera della Ministra Valeria Fedeli cliccare qui.

====== Documento dell’ANDU:   1. La “rappresentanza certificata” 2. Verso la “sindacalizzazione forzata”? 3. I temi affrontati a Pisa nell’Incontro con i Candidati 4. “Gli atenei accattoni svendono il sapere” di Settis   1. La “rappresentanza certificata”

     All’Incontro del 21 febbraio 2018 a Pisa con i Candidati all’Uninominale ha partecipato anche la ministra Valeria Fedeli. Per vedere/rivedere il video dell’Incontro cliccare qui.

      Nell’intervento introduttivo l’ANDU ha, tra l’altro, stigmatizzato il grave comportamento di Marco Mancini e Gabriele Livon i quali, in rappresentanza della Ministra, hanno incontrato per tre volte le Organizzazioni universitarie. Mancini e Livon si sono impegnati ogni volta ad attivare immediatamente dei Tavoli tecnici tematici (prioritariamente quello sul precariato) e ogni volta non hanno dato seguito agli impegni assunti, senza dare alcuna spiegazione. V. da 20:40 del Video.

      Un comportamento che le Organizzazioni universitarie (ADI, AIPAC, ANDU, ARTeD, CISL Università, CONFSAL-CISAPUNI-SNALSCoNPAss, CRNSU, Federazione UGL Università, FLC-CGIL, LINK,RETE29Aprile, SNALS Docenti Università, UDU, UIL RUA) hanno giudicato “politicamente e istituzionalmente esecrabile, peraltro coerente con il ruolo svolto da anni dal MIUR di complicità nell’attuazione del progetto di demolizione dell’Università, a favore di ristretti gruppi accademico-confindustriali che vogliono gestire in proprio le risorse pubbliche destinate all’alta formazione e alla ricerca.” Per leggere l’intero documento unitario cliccare qui.

      A questa critica la ministra Valeria Fedeli non ha dato alcuna risposta, ma ha invece lamentato la mancanza di una “rappresentanza certificata” della docenza universitaria e l’assenza di “regole per esercitare il diritto allo sciopero”, questione quest’ultima che lei avrebbe “posto nel luglio dell’anno scorso”. La Ministra si è anche detta contraria alla contrattualizzazione della docenza, tema che, ha detto, le era stato posto da “qualcuno”.

      Sulla “rappresentanza certificata” l’ANDU ha replicato che non si possono non ritenere rappresentative le Organizzazioni di tutte le componenti universitarie che chiedono un incontro e si confrontano con il Ministero e con il Parlamento. La “certificazione” l’abbiamo sempre avuta ed è la “certficazione politica”. Se invece si preferisce interloquire con la CRUI e la Confindustria, si tratta di una scelta politica che non deriva da una norma di legge. V. da 1:20.40 del Video.

2. Verso la “sindacalizzazione forzata”?

      Si ha l’impressione che si vogliano costringere i docenti universitari ad una “sindacalizzazione forzata”, cioè a iscriversi a un sindacato, e che si vogliano limitare ulteriormente le forme di agitazione, nella direzione di contenere al massimo le aggregazioni non formali e i movimenti di protesta autoorganizzati. Tutto questo, nonostante quanto detto dalla Ministra su questo punto, sembra volere spingere verso la contrattualizzazione della docenza.

     Anche su queste questioni bisognerà al più presto discutere negli Atenei e nazionalmente per arrivare ad una valutazione e a una posizione il più possibile comune.

3. I temi affrontati a Pisa nell’Incontro con i Candidati

      All’Incontro hanno partecipato Andrea Domenici (SR), Valeria Fedeli (PD), Nicola Fratoianni (LeU), Emanuela Grifoni (PaP), Valeria Marrocco (M5S) e Nunzio Miraglia (ANDU).

      Nell’Incontro si è parlato di diritto allo studio, tasse e numero chiuso, precariato e reclutamento, concorsi e ASN, docente unico e retribuzione, rappresentanza dei docenti e diritto allo sciopero, contrattualizzazione della docenza, ANVUR, CRUI e CUN, IIT e Technopole, IMT e SUM, autonomia del Sistema nazionale dell’Università, Rettori e democrazia negli Atenei, finanziamento, Cattedre Natta, dipartimenti eccellenti, ecc.

= Per conoscere le proposte dell’ANDU cliccare qui:

4. “Gli atenei accattoni svendono il sapere” di Settis

     Invitiamo a leggere l’interessante intervento di Salvatore Settis (“Gli atenei accattoni svendono il sapere”) sul FattoQuotidiano del 27.2.18.

      Nell’intervento di Settis, tra l’altro, si legge: “L’università nel suo insieme, le singole sedi e i loro dipartimenti, i docenti d’ogni grado sono tendenzialmente ridotti a un esercito di postulanti, che tendono la mano chiedendo l’elemosina di qualche decimo di punto organico, di qualche etichetta di ‘eccellenza’, di qualche spicciolo in più. Ma anche chi crede di vincere questa difficile battaglia fra poveri sta in verità perdendo la guerra: perché per conquistare qualche posizione avrà dovuto piegarsi alla cinica burocratizzazione di ideali e istituzioni come la scienza, l’insegnamento e la ricerca, che dovrebbero essere il luogo dove si coltiva e si esercita la piena libertà intellettuale, la formazione di uno spirito critico, la cittadinanza responsabile.” Per leggere l’intero intervento cliccare qui.

Categorías: Universidade

ELEZIONI, UNIVERSITA’ E RETTORI

Sáb, 10/02/2018 - 16:32

1. Incontri nazionali dell’ANDU con le Forze politiche

2. Come ricostruire l’Università tutta

3. Rettori candidati alle elezioni (Foggia, Palermo, Messina, Molise)

4. A Messina Incontro pubblico con i candidati

1. Incontri nazionali dell’ANDU con le Forze politiche

    La situazione dell’Università italiana richiederebbe il massimo interesse da parte di tutte le Forze politiche impegnate nella campagna elettorale. Per sollecitare tale attenzione l’ANDU ha chiesto di incontrare i Responsabili nazionali del settore universitario per un confronto sui principali e più urgenti problemi dell’Università.

   Il 5 e 6 febbraio si sono svolti a Roma gli incontri con i Rappresentanti del Partito Democratico (sen. Francesco Verducci), di Liberi e Uguali (Claudia Pratelli), del Movimento Cinque Stelle (onn. Francesco D’Uva e Gianluca Vacca) e di Forza Italia (on. Elena Centemero). Il 12 febbraio si è svolto a Roma l’incontro con i Rappresentanti di Potere al Popolo (Viola Carofalo e Michela Becchis). Fratelli d’Italia e Lega non hanno dato alcuna risposta alle richieste di incontro.

     Negli incontri svolti, la delegazione dell’ANDU (Alessandra Ciattini, Mauro Federico, Nunzio Miraglia, Paola Mura, Diane Ponterotto) ha illustrato le sue proposte sulle questioni universitarie, soffermandosi sopratutto su diritto allo studio, precariato, docenza (formazione, reclutamento, avanzamenti, mansioni, retribuzione, ecc.) e sulla organizzazione del sistema universitario e degli Atenei (v. qui di seguito al punto 2).

  Tutti gli interlocutori politici incontrati hanno mostrato ampia disponibilità di ascolto, e si sono impegnati a considerare con attenzione le proposte avanzate dall’ANDU e ad avere un confronto approfondito anche dopo le elezioni.

2. Come ricostruire l’Università tutta

a. Diritto allo studio

b. Abolizione del precariato e nuovo reclutamento

c. Riorganizzazione della docenza con l’abolizione di ogni prova locale

d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università e CRUI

e. Gestione democratica degli Atenei

    Si può ricostruire l’Università italiana solo cambiando radicalmente il complesso dell’attuale assetto normativo e ciò si può ottenere se tutti coloro che vivono nell’Università abbandonano ogni logica corporativa o sub-categoriale, realizzando una unità vera tra le sue componenti e all’interno di esse. Una unità basata su obiettivi che realmente ribaltino quanto imposto in questi decenni dalla potente lobby accademico-ministeriale-confindustriale.

(Le proposte che seguono saranno ulteriormente approfondite nel Congresso nazionale dell’ANDU che si terrà a Roma l’8 e 9 giugno 2018 e nelle Assemblee di Ateneo che lo precederanno).

a. Diritto allo studio

     Abolizione (non riforma) del numero chiuso, aumento dell’importo e del numero delle borse di studio da assegnare a tutti gli aventi diritto, innalzamento della soglia di reddito per l’esenzione da tutte le tasse, aumento degli alloggi, delle mense, dei luoghi di studio e di socializzazione, migliore didattica con radicale revisione del “3 + 2″ e con l’aumento e la stabilizzazione dei docenti. Aumento del numero e dell’ammontare delle borse di studio per i dottorati di ricerca e abolizione dei dottorati senza borsa.

     Tutto questo con l’obiettivo di rendere gratuita e di qualità l’istruzione universitaria, che va considerata uno strumento fondamentale per la crescita culturale, sociale ed economica del Paese e un pilastro per la sua democrazia.

b. Abolizione del precariato e nuovo reclutamento

    Bando di 20.000 posti di ruolo di terza fascia (RTI riformato) in 4 anni e proroga di tutti gli attuali precari fino all’espletamento dei relativi concorsi, cancellazione di tutte le attuali figure precarie e introduzione di una sola figura pre-ruolo di durata triennale e in numero rapportato agli sbocchi in ruolo.

c. Riorganizzazione della docenza con l’abolizione di ogni prova locale

     Per debellare la cooptazione personale e gli “annessi” fenomeni di localismo, nepotismo, clientelismo, parentopoli, ecc., tutte le prove, a partire dall’ammissione ai dottorati, devono essere nazionali, con commissioni tutte sorteggiate e con regole che impediscano il prevalere di cordate. Abolizione (non riforma) della ASN, foglia di fico del localismo. Unico ruolo per i docenti e passaggi di livello per idoneità nazionali, con immediato riconoscimento del nuovo status (senza ulteriori “filtri” locali).

     Nel transitorio va previsto per tutti i ricercatori di ruolo e gli associati che hanno conseguito l’ASN il riconoscimento automatico e immediato del passaggio di fascia, con i relativi incrementi economici a carico dello Stato.

d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università e CRUI

    Abolizione (non riforma) dell’ANVUR e sostituzione del CUN con un Organismo di autogoverno del Sistema nazionale dell’Università, con tutti i membri eletti direttamente e, per la componente docente, con criteri proporzionali alla numerosità delle aree e con elettorato attivo e passivo non distinto per fasce. E’ questo uno strumento indispensabile per difendere l’autonomia dell’Università dai poteri forti interni ed esterni che insieme da decenni la stanno demolendo.

     In questa direzione è indispensabile neutralizzare il ruolo della CRUI che ha sempre voluto e/o sostenuto lo smantellamento del Sistema nazionale universitario. Per un approfondimento sul ruolo della CRUI cliccare qui.

e. Gestione democratica degli Atenei

     Rendere il Senato Accademico organo decisionale e rappresentativo di tutte le componenti, trasformando il Consiglio di Amministrazione in organo puramente esecutivo. Netta riduzione dei poteri del rettore che non deve fare parte del Senato Accademico.

==== Queste proposte e la storia della devastazione dell’Università possono essere approfondite in questo sito utilizzando la “ricerca avanzata”.

3. Rettori candidati alle elezioni (Foggia, Palermo, Messina, Molise)

     Abbiamo più volte denunciato come da decenni in Italia diversi Rettori, dopo o durante il loro incarico, sono passati o hanno tentato di passare ad altre “occupazioni”: ministro, sottosegretario, alto incarico ministeriale, parlamentare, presidente di regione, sindaco, assessore, consigliere, ecc. Un fenomeno questo che rende ancora più urgente una revisione legislativa delle modalità di governo degli Atenei e, nel frattempo, rende necessario modificare gli Statuti per renderne il più possibile democratica la gestione.

    In questa direzione l’ANDU ha chiesto che negli Statuti venga inserita una norma che preveda la decadenza dalle cariche accademiche di coloro che si candidano a cariche politiche. Infatti non può non nuocere fortemente all’autonomia di un Ateneo il ritorno nel proprio ruolo di rettore di chi non è riuscito a farsi eleggere nell’ambito di una determinata forza politica. Un principio elementare questo che dovrebbe (e avrebbe dovuto) portare alle dimissioni volontarie chi si candida dalla carica accademica ricoperta. Una scelta, quella delle dimissioni, che opportunamente ha fatto ora il Rettore di Messina (elezioni politiche in corso), ma non i Rettori di Foggia (elezioni politiche nel 2013), di Palermo (elezione del Presidente della Regione Sicilia nel 2017) e del Molise (elezioni politiche in corso).

    Si ricorda che proprio nello Statuto dell’Università di Foggia è stata poi inserita una norma che prevede la decadenza dalle cariche accademiche di chi si candida a cariche politiche. Ecco la norma che sarebbe opportuno inserire in tutti gli altri Statuti:

Comma 5, art. 43 dello Statuto: “5. La candidatura alle cariche politiche elettive nel parlamento nazionale o europeo ovvero in un consiglio regionale, provinciale o comunale o a sindaco di un comune da parte di soggetti che rivestono la carica di rettore, di pro-rettore, di direttore di dipartimento, di componente il senato accademico, di componente il consiglio di amministrazione e di componente il nucleo di valutazione di ateneo comporta la decadenza dalla carica accademica precedentemente ricoperta, contestualmente alla formalizzazione della candidatura. La decadenza dalla carica accademica precedentemente ricoperta si verifica anche all’atto dell’ingresso nella giunta di un comune da parte di uno dei soggetti di cui al presente comma. È fatto salvo quanto disposto dall’articolo 24, comma 3, del presente Statuto.” Articolo 24 (Consulta di ateneo) 3. Sono membri di diritto un rappresentante dell’Amministrazione provinciale di Foggia e un rappresentante del Comune di Foggia.”

4. A Messina Incontro pubblico con i candidati

     A Messina il 16 febbraio 2018 alle 16 nell’ex Facoltà di Scienze – Papardo si terrà un Incontro-dibattito con i Candidati alle elezioni per discutere su “Quale futuro per l’Università?” All’Incontro promosso dall’ANDU hanno già aderito Francesco D’Uva (M5S), Pietro Navarra (PD) e Gabriele Siracusano (LeU). Locandina.

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“Oltre lo slogan sulle tasse”. Proposte

Lun, 22/01/2018 - 13:34

“Oltre lo slogan sulle tasse”
COSA FARE PER RICOSTRUIRE L’UNIVERSITA’

1. Sul Manifesto oggi
2. Sul Manifesto trent’anni fa
3. Come l’Università è stata portata al collasso
4. Come è possibile ricostruire l’Università
      a. Diritto allo studio
      b. Abolizione del precariato
      c. Abolizione di ogni prova locale
      d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università
      e. Abolizione dei rettori-padroni assoluti

1. Sul Manifesto oggi
 Sul Manifesto del 16 gennaio 2018 e’ apparso un intervento (“Oltre lo slogan sulle tasse”) sulla “inaspettata e improvvisata uscita” di Liberi e Uguali che ha promesso di abolire le tasse universitarie. Una iniziativa che “ha lasciato la bocca amara a tanti, non solo per il debole approfondimento e articolazione della proposta, ma soprattutto per i tempi e i modi che assomigliano a quelli di tutti gli altri partiti”.
 Nell’intervento si legge anche: “L’università non è in declino: è arrivata al collasso”.
 Per leggere l’intervento cliccare qui.

2. Sul Manifesto trent’anni fa
 Il progetto di scardinare e affossare l’Università statale è iniziato diversi decenni fa e l’ANDU lo ha sempre documento e denunciato, spesso nella disattenzione di troppi.
 E proprio in un articolo sul Manifesto del 10 settembre del 1986 (trent’anni fa!) l’ANDU denunciava “un progetto di restaurazione” avente i “seguenti obiettivi: ricostituire un’università di élite attraverso il numero chiuso, l’introduzione di più livelli di titoli di studio e l’aumento delle tasse, accrescendo la differenza tra piccoli e grandi atenei e tra quelli del sud e quelli del nord”. E ancora, tra gli obiettivi c’era quello di “ricostituire la gerarchia accademica, riconducendo la figura dell’associato a quella del vecchio assistente, reintroducendo il reclutamento precario, emarginando, con la messa ad esaurimento del loro ruolo, gli attuali ricercatori.” Cioè tutto quello che è stato e continua a essere puntualmente realizzato.

3. Come l’Università è stata portata al collasso
 Le principali tappe della demolizione dell’Universita’ statale sono state: finta autonomia statutaria (1989) per salvaguardare le oligarchie degli atenei, finta autonomia finanziaria (1993) per far gestire agli Atenei la riduzione progressiva dei finanziamenti, finti concorsi locali (1997) e ASN (2010) per dare ulteriore spazio alla cooptazione-arbitrio personale, introduzione del numero chiuso (1999) per negare ai giovani la scelta degli studi, imposizione del “3 + 2″ (2000) con la frammentazione dei saperi, invenzione dell’IIT (2003) costosissimo “giocattolo” ministeriale-confindustriale a discapito dell’Università, svuotamento del CUN (2006) a favore della CRUI, introduzione dell’ANVUR per commissariare l’Universita’ (2006), messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori per moltiplicare i precari (2010), cancellazione di ogni parvenza di democrazia negli atenei con il rettore-padrone assoluto (2010), localizzazione dei collegi di disciplina per tenere meglio a bada i docenti (2010). Più recentemente: Cattedre Natta, scatti premiali ai docenti, borse per studenti eccellenti, aumento delle tasse, finaziamenti per alcuni docenti, finanziamenti per dipartimenti eccellenti, riduzione dei finanziamenti agli Atenei e loro distribuzione per “merito”, ecc.

4. Come è possibile ricostruire l’Università
 Si può ricostruire l’Università dall’esterno con nuove norme da conquistare realizzando l’unità tra le sue componenti e all’interno di esse. Una unita’ basata su obiettivi che realmente ribaltino quanto imposto in questi decenni dalla potente lobby accademico-confindustriale.

a. Diritto allo studio
 Abolizione del numero chiuso, aumento dell’importo e del numero delle borse di studio da assegnare a tutti gli aventi diritto, innalzamento della soglia di reddito per l’esenzione da tutte le tasse, più alloggi, più mense, più luoghi di studio e di socializzazione, migliore didattica (radicale revisione del “3 + 2″, aumento e stabilizzazione dei docenti). Aumento del numero e dell’ammontare delle borse di studio per i dottorati di ricerca e abolizione dei dottorati senza borsa.

b. Abolizione del precariato
 Bando di 20.000 posti di ruolo di terza fascia in 4 anni e proroga di tutti gli attuali precari fino all’espletamento dei relativi concorsi, cancellazione di tutte le attuali figure precarie e introduzione di una sola figura pre-ruolo di durata di tre anni e in numero rapportato agli sbocchi in ruolo.

c. Abolizione di ogni prova locale
 Per debellare la cooptazione personale e gli “annessi” fenomeni di localismo, nepotismo, clientelismo, parentopoli, ecc., tutte le prove, a partire dall’ammissione ai dottorati, devono essere nazionali con commissioni tutte sorteggiate e con regole che impediscano il prevalere di cordate. Abolizione della ASN, foglia di fico del localismo. Unico ruolo per i docenti e passaggi di livello per idoneità nazionali, con immediato riconoscimento del nuovo status (senza ulteriori “filtri” locali”.
 Nel transitorio va previsto per tutti i ricercatori di ruolo e gli associati che hanno conseguito l’ASN il riconoscimento automatico e immediato del passaggio di fascia, con i relativi incrementi economici a carico dello Stato.

== Invitiamo a leggere per intero la proposta organica dell’ANDU su formazione, reclutamento e avanzamento di carriera dei docenti universitari.

d. Autonomia del Sistema nazionale dell’Università
 Abolizione dell’ANVUR e sostituzione del CUN con un Organismo di autogoverno del Sistema nazionale dell’Università, con tutti i membri eletti direttamente e, per la componente docente, eletti con criteri proporzionali alla numerosità delle aree e con elettorato attivo e passivo non distinto per fasce.

e. Abolizione dei rettori-padroni assoluti
 Rendere il Senato Accademico organo decisionale e rappresentativo di tutte le componenti, rendendo il Consiglio di Amministrazione organo puramente esecutivo. Netta riduzione dei poteri del rettore che non deve fare parte del Senato Accademico.
 
==== Queste proposte e la storia della devastazione dell’Università possono essere approfondite in questo sito utilizzando la “ricerca avanzata“.

 

 

 

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IIT e DI MAIO: UN COLPO DI FULMINE

Xov, 18/01/2018 - 18:48

1. M5S OGGI SU IIT
2. M5S IERI SU IIT
3. COSA E’ L’IIT

1. M5S OGGI SU IIT:
Luigi Di Maio (M5S) in visita all’IIT di Genova ha dichiarato con grande entusiasmo: “noi lo sosteniamo senza se e senza ma”, “questo e’ il nostro modello di paese”. V. link del video in fondo.

2. M5S IERI SU IIT:
- On. Vacca (M5S): “un giorno il Presidente del Consiglio si è svegliato e non si capisce in base a quali criteri e per quale motivo ha deciso che nelle zone Expo dovesse insediarsi, appunto, l’Istituto italiano di tecnologia.”
Intervento alla Camera del 19 gennaio 2016. Cliccare (a pag. 15) qui
- On. Cariello (M5S): “L’istituzione di tale Fondazione (Human Technopole) reca non poche perplessità per le modalita’ seguite (affidamento diretto e senza alcuna competizione all’IIT di tale progetto di ricerca con trasferimento di ingenti risorse pubbliche. La ricerca applicata alla salute esige la massima indipendenza e non certo il «controllo» del MEF, del Governo e della politica e a tale scopo esistono già Università pubbliche, il CNR e l’Istituto Superiore di Sanità, i cui giovani ricercatori sono sottopagati se non costretti a fuggire all’estero!”
Intervento alla Camera del 25 novembre 2016. Cliccare (a pag. 136) qui.

3. COSA E’ L’IIT
 Nel documento dell’ANDU “IIT anche a Milano” del 2016 tra l’altro si scriveva: “Va ricordato che l’IIT è nato nel 2004 per volontà del Ministero guidato da Tremonti, quando Vittorio Grilli era Ragioniere Generale dello Stato (poi direttore generale del Dipartimento del tesoro) e che della sua governance lo stesso Grilli ha sempre fatto parte (prima come commissario unico e poi come presidente, eccetto per il periodo in cui ha ricoperto le cariche prima di vice-ministro e poi di ministro dell’Economia)”. Ora Vittorio Grilli fa di nuovo parte della governance dell’IIT in qualità di Chairman del Consiglio. 
 Nel documento dell’ANDU si commentavano le critiche all’IIT della senatrice Cattaneo, la nascita e la natura dell’IIT, il ruolo della Confindustria e della CRUI.

 ==== Per leggere il documento dell’ANDU sull’IIT cliccare qui.
==== Per ascoltare ‘in diretta’ le dichiarazioni di Di Maio (M5S) sull’IIT cliccare qui.

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